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giovedì 15 dicembre 2011

Il libro: costo, guadagno e spedizione

Oggi si parla di soldi.
Uno dei tanti motivi per cui questo blog esiste è fornire al progetto Yovò la massima trasparenza, ecco perché è giunto anche il momento di parlare dell’aspetto economico.
Come già illustrato nei post precedenti, i proventi derivanti dalla vendita del libro Yovò saranno utilizzati per il sostegno delle iniziative delle Sorelle Apostole della Consolata in Benin.
Auto-pubblicare il testo, a fronte della mancanza di impegno da parte di un editore, permette all’autore di trattenere un discreto margine per copia venduta, sarà quindi più facile raggiungere qualche risultato, seppur di piccola entità, anche con la vendita di una quantità limitata di copie.
Sarà mia cura fare i relativi versamenti per progetti segnalati dalle Sorelle Apostole della Consolata, dei quali renderò conto in questo blog. In alternativa si punterà al raggiungimento degli obiettivi indicati nel loro sito internet, che ad oggi sono: euro 50,00 per emergenze sanitarie o per una fornitura scolastica per un bambino; euro 100,00 per il sostegno ad una ragazza per un anno di convitto. Se le cose si mettono bene, con 300 euro annui si potrebbe pensare anche ad un’adozione a distanza.


Non avendo ancora documenti su cui verificare empiricamente la correttezza dei dati, tutto ciò che segue è da considerarsi previsionale e basato su quanto proposto dal fornitore di stampa e commercializzazione Lulu.

Una copia del libro costerà, in Italia, 14,90 euro (14,30 + iva al 4% = 14,872).
Per le copie acquistate sul sito di Lulu, dei 14,30 euro, 5,03 saranno per l’autore, il resto è costituito da costi di stampa e servizio.
Quindi per ogni copia di Yovò venduta verranno devoluti alle iniziative in Benin 5,03 euro.
Margini più bassi (1,48 euro a copia) si otterranno invece dalla vendita su altri siti o in libreria.

Saranno a carico dell’acquirente che acquista on-line i costi di spedizione (con iva, per l’Italia, al 21%). Costi di spedizione e tempi di consegna sono variabili a seconda della tipologia di spedizione desiderata. Non riporto nello specifico perché le tariffe possono subire variazioni nel tempo, quindi, a chi volesse approfondire, consiglio di avviare una procedura d’acquisto, prima della conferma viene proposto un riepilogo dei costi e dei tempi di consegna. 

Potrebbero esserci dei trucchi per risparmiare sulle spese di spedizione o per ottenere copie ad un prezzo più vantaggioso.
Ad esempio, Lulu propone di tanto in tanto offerte o sconti quantità, in quel caso vale la pena approfittarne. Organizzandosi si possono fare acquisti in più persone, risparmiando almeno sui costi di spedizione.

Le copie acquistate dall’autore e distribuite personalmente permettono, se rimborsate a prezzo pieno, un guadagno leggermente più alto. Secondo i miei conti 1,26 euro in più.
Credo perciò che organizzerò un acquisto comune di più copie con gli amici che ne vorranno una. In questo modo, mantenendo il prezzo a 14,90 euro, dovremmo poter devolvere più dei 5,03 euro a copia previsti o, almeno, abbattere notevolmente le spese di spedizione pro-capite.
Se questa proposta avrà seguito riporterò ad ogni partecipante il valore effettivo del guadagno ottenuto e su questo blog il risultato dell’iniziativa.

Già da ora, se pensi che parteciperai e vuoi prenotare una copia in questo gruppo puoi scrivermi all’indirizzo yovo2k@gmail.com , così mi faccio un’idea dell’ordine da fare.

lunedì 28 novembre 2011

Perché le Apostole della Consolata

Ad Azovè c'è la missione (cattolica) delle Sorelle Apostole della Consolata. Lì sono stato ospitato e con loro ho girato per il paese, seguendole nei loro impegni e beneficiando della loro conoscenza del territorio. Appoggiarsi a loro era uno dei pochi modi per potersi muovere in Benin e sicuramente mi ha permesso di visitare alcuni luoghi inarrivabili per qualsiasi straniero.
Vivendo vicino a loro ho potuto vedere cosa si faceva all'interno della missione. Toccare con mano è stato il miglior modo per convincermi che ciò che facevano aveva un valore umano impagabile e, soprattutto, che veniva fatto al meglio, seppur con risorse limitate.
Personalmente mi sento un uomo libero, non ho pregiudizi religiosi o sociali, cerco di conoscere prima di parlare e di vedere prima di decidere. Nello specifico non credo di essere un buon cattolico, o almeno non lo sono nei confronti della Chiesa: la mia partecipazione alla vita parrocchiale è praticamente nulla e vado a messa a Natale e a Pasqua, più per tradizione che per convinzione.
Semplicemente, le sorelle missionarie mi hanno offerto una possibilità ed io l'ho colta.
E dopo aver visto sono rimasto colpito. Lì c'è l'essenza del fare qualcosa per amore, senza aspettarsi niente in cambio. 
Potrebbero essere musulmane, buddiste, induiste, potrebbe essere un gruppo di amici o una squadra di rugby, per quel che mi riguarda, potrebbe essere un'organizzazione sociale o governativa, non è importante. Sono importanti le intenzioni, i metodi, i risultati.
Ci sono associazioni, anche molto più grandi, che meritano di essere sostenute, ma io ho visto questo, e mi è piaciuto.
La carità non è qualcosa che arriva dal cielo. In quel posto carità è offrire la possibilità di un futuro, insegnando a scrivere e a lavorare, offrendo il conforto a chi ne è privo, offrendo anche la più elementare assistenza medica e, perché no, offrendo quel piccolo aiuto indispensabile a chi si trova incastrato nel “cul de sac” della povertà. Tutto questo senza confliggere o sostituire le istituzioni locali, anzi spesso valorizzandole, nel rispetto delle consuetudini e dei normali meccanismi economici e sociali.
Ho visto che ogni centesimo di euro arriva a destinazione ed è impiegato al meglio. Ho visto che anche oggetti per noi non più utili o desinati ad essere sostituiti lì diventano una risorsa.
Ho ho visto che lì c'è qualcosa di buono, di importante. Ho visto che è fatto bene.