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venerdì 16 dicembre 2011

Il libro: la bozza di stampa

Signore e signori, con grande soddisfazione ho il piacere di comunicarvi in anteprima mondiale che è arrivata la stampa di prova di Yovò!


Nelle foto ci sono il pacco e la primissima, unica, stampa del libro.



La copertina va abbastanza bene, la carta è di buona qualità, forse un po' troppo liscia e bianca per i miei gusti, la qualità di stampa ottima, la rilegatura termica sembra tenere bene. Le pagine profumano di nuovo.
La confermo con l'aggiunta del logo di Lulu, e a breve diamo ufficialmente il via alla distribuzione!

giovedì 15 dicembre 2011

Il libro: costo, guadagno e spedizione

Oggi si parla di soldi.
Uno dei tanti motivi per cui questo blog esiste è fornire al progetto Yovò la massima trasparenza, ecco perché è giunto anche il momento di parlare dell’aspetto economico.
Come già illustrato nei post precedenti, i proventi derivanti dalla vendita del libro Yovò saranno utilizzati per il sostegno delle iniziative delle Sorelle Apostole della Consolata in Benin.
Auto-pubblicare il testo, a fronte della mancanza di impegno da parte di un editore, permette all’autore di trattenere un discreto margine per copia venduta, sarà quindi più facile raggiungere qualche risultato, seppur di piccola entità, anche con la vendita di una quantità limitata di copie.
Sarà mia cura fare i relativi versamenti per progetti segnalati dalle Sorelle Apostole della Consolata, dei quali renderò conto in questo blog. In alternativa si punterà al raggiungimento degli obiettivi indicati nel loro sito internet, che ad oggi sono: euro 50,00 per emergenze sanitarie o per una fornitura scolastica per un bambino; euro 100,00 per il sostegno ad una ragazza per un anno di convitto. Se le cose si mettono bene, con 300 euro annui si potrebbe pensare anche ad un’adozione a distanza.


Non avendo ancora documenti su cui verificare empiricamente la correttezza dei dati, tutto ciò che segue è da considerarsi previsionale e basato su quanto proposto dal fornitore di stampa e commercializzazione Lulu.

Una copia del libro costerà, in Italia, 14,90 euro (14,30 + iva al 4% = 14,872).
Per le copie acquistate sul sito di Lulu, dei 14,30 euro, 5,03 saranno per l’autore, il resto è costituito da costi di stampa e servizio.
Quindi per ogni copia di Yovò venduta verranno devoluti alle iniziative in Benin 5,03 euro.
Margini più bassi (1,48 euro a copia) si otterranno invece dalla vendita su altri siti o in libreria.

Saranno a carico dell’acquirente che acquista on-line i costi di spedizione (con iva, per l’Italia, al 21%). Costi di spedizione e tempi di consegna sono variabili a seconda della tipologia di spedizione desiderata. Non riporto nello specifico perché le tariffe possono subire variazioni nel tempo, quindi, a chi volesse approfondire, consiglio di avviare una procedura d’acquisto, prima della conferma viene proposto un riepilogo dei costi e dei tempi di consegna. 

Potrebbero esserci dei trucchi per risparmiare sulle spese di spedizione o per ottenere copie ad un prezzo più vantaggioso.
Ad esempio, Lulu propone di tanto in tanto offerte o sconti quantità, in quel caso vale la pena approfittarne. Organizzandosi si possono fare acquisti in più persone, risparmiando almeno sui costi di spedizione.

Le copie acquistate dall’autore e distribuite personalmente permettono, se rimborsate a prezzo pieno, un guadagno leggermente più alto. Secondo i miei conti 1,26 euro in più.
Credo perciò che organizzerò un acquisto comune di più copie con gli amici che ne vorranno una. In questo modo, mantenendo il prezzo a 14,90 euro, dovremmo poter devolvere più dei 5,03 euro a copia previsti o, almeno, abbattere notevolmente le spese di spedizione pro-capite.
Se questa proposta avrà seguito riporterò ad ogni partecipante il valore effettivo del guadagno ottenuto e su questo blog il risultato dell’iniziativa.

Già da ora, se pensi che parteciperai e vuoi prenotare una copia in questo gruppo puoi scrivermi all’indirizzo yovo2k@gmail.com , così mi faccio un’idea dell’ordine da fare.

martedì 6 dicembre 2011

Far da se: correzione, formattazione e copertina.

… dal post “Serve un editore, ma... Chi fa da se…”
“L’autore dovrà però occuparsi di tutto: correzione, formattazione, copertina, promozione.”

Mi capita di correggere bozze di altri e, pur non essendo un professionista, me la cavo abbastanza bene. Non credevo però che correggere il proprio lavoro fosse un’impresa così ardua!
So che è importante far correggere il testo da altri perché arriva il punto in cui l’autore non riconosce più i propri errori. Beh, per me è diverso… li riconosco eccome! Vedo errori continuamente! Non credo che il testo sia realmente scorretto, ma ho la sensazione di poterlo continuamente  migliorare.
Però, alla fine, penso anche che sia bello così: è come se parlassi al lettore, con le mie inflessioni e qualche simpatica storpiatura linguistica.
Formattare non è un problema, per dargli l’aspetto di un libro basta un po’ d’attenzione  e familiarità con il programma di scrittura.

La copertina… mmm
La copertina che avrei desiderato ha, spostati sulla destra due grandi occhi, che si percepisce essere di un uomo bianco. L’anteprima del volto sfuma e quasi si intreccia con uno sfondo marrone così scuro da sembrare nero. Nello sfondo si intravedono sagome di bambini che giocano e di una figura femminile affusolata che sorregge sulla testa un grosso cesto. Dal marrone scuro spiccano il bianco di gioiosi occhietti e l’allegria di molti sorrisi. In alto, al centro, in piccolo, in bianco, il titolo del libro, yovò, e nient’altro.
Mi dovrò accontentare di molto meno, perché è un lavoraccio e Photoshop non lo so usare così bene. Il sito di self-publishing mi permette di inserire una foto in copertina, ne ho una che potrebbe proprio andar bene. Ha pure un significato particolare. Nel retro una breve presentazione e il gioco è fatto!
Per quanto riguarda la promozione… beh, ne parliamo al prossimo post!

giovedì 1 dicembre 2011

Serve un editore, ma... “Chi fa da se…”

..dal post “Dagli appunti al testo”

“Così immaginai che Yovò, nonostante le sue piccole imperfezioni, potesse diventare un libro.”

Questo post è una piccola digressione che mi permette di condividere dubbi e motivazioni con chi ha la pazienza di leggerlo. O forse di convincere me stesso delle mie scelte (!?)

Una volta deciso di rendere pubblico il testo ci sono diverse cosette da fare: correzione del testo, stampa, preparazione della copertina, distribuzione in libreria e promozione dell’opera.
Tradizionalmente di tutto ciò si occupa l’editore, rendendo naturalmente conto delle sue scelte all’autore.
MA, ci sono alcune considerazioni da fare.
In primo luogo l’editore, a meno che non sia un filantropo, ha un interesse economico di natura commerciale. Il suo lavoro non è banale, deve quindi essere giustamente retribuito, e comporta dei rischi, il libro infatti  potrebbe essere un best-seller, con incassi da capogiro, ma anche un completo fiasco. Quindi l’editore, qualora accetti di accollarsi il rischio valutando l’opera sufficientemente commerciabile, pretende in cambio, giustamente, di partecipare ai diritti e agli onori derivanti dalla vendita. Questo comporta, per l’autore, l’accettazione di un vincolo contrattuale sulla libertà di pubblicare con altri editori e l’accettazione di una percentuale sulla vendita, il cosiddetto “diritto d’autore”, generalmente ridotta. Chiaramente quanto più apprezzata sarà l’opera e quanto più efficace il lavoro promozionale dell’editore, tanto maggiore sarà il risultato per entrambi.
Ci sono editori che lavorano in altro modo, facendo partecipare l’autore al rischio attraverso la richiesta di un contributo a parziale (a volte totale) copertura delle spese. A questi editori prevalentemente si rivolgono scrittori esordienti che gradiscono un’assistenza professionale e che credono nella potenzialità commerciale della propria opera – attenzione, ho scelto volutamente il termine “potenzialità commerciale” anziché “qualità” perché non è detto che un’opera qualitativamente eccellente sia anche commercialmente apprezzabile.
Riepilogando, nel primo caso l’autore ha poche spese e guadagni interessanti solo se vengono vendute tante copie, nel secondo caso l’autore ha tante spese senza garanzia di rientro. Nel primo caso l’editore è convinto che l’opera meriti di essere pubblicata, nel secondo caso non è detto che sia così, perché tanto è molto probabile che rientri comunque delle spese grazie al contributo.

Torniamo a noi.
Dal punto di vista commerciale personalmente ritengo che Yovò sia un’opera interessante, ma rivolta ad un pubblico di nicchia. Per capirci, è probabile che non raggiungerà le vendite di “Cotto e mangiato” della signora Parodi. J
Gli obiettivi sono a) far conoscere ad altri la mia esperienza e b) raccogliere al contempo qualche soldino per finanziare iniziative benefiche.
Cosa scegliere per ottenere il miglior equilibrio tra i due obiettivi?

Interessandomi della cosa scopro una terza via, l’auto-pubblicazione: essere editori di se stessi.
Le nuove tecnologie permettono all’autore di auto-pubblicare il proprio libro in poco tempo e con poco investimento, di metterlo in vendita tramite la rete, senza vincoli di edizione e trattenendo una percentuale abbastanza alta del diritto d’autore. Al libro viene pure assegnato un codice ISBN, può quindi essere ordinato in libreria.
L’autore dovrà però occuparsi di tutto: correzione, formattazione, copertina, promozione. Il servizio si occupa della stampa e della struttura vendite.
Il raggiungimento dei due obiettivi sembra dunque possibile in questo modo. Mi permette a) di renderlo pubblico e b) di ottenere un guadagno già dalla vendita delle prime copie.

sabato 26 novembre 2011

Benvenuto

Buongiorno a tutti.
Caro navigatore benvenuto!
Che tu sia giunto per caso o per scelta in questa pagina, ho il piacere di presentarti un nuovo piccolo tassello del progetto Yovò.
Qui ti racconterò come è nata un’idea e come, piano piano, la sto concretizzando. 

Il termine Yovò nella lingua locale di alcuni luoghi dell’Africa centrale, in particolare in Benin e in Togo,  significa “uomo bianco”.
Yovò ero io, qualche anno fa e per qualche giorno.
Yovò è il suono principale di una cantilena che i bambini recitavano vicino a me, e che mi è rimasta incagliata nell’orecchio, nonostante il passare del tempo.
Yovò è diventato il desiderio di fare qualcosa di buono, qualcosa di bello. E di farlo bene.
Yovò è stato riversato in un testo. Ad oggi non lo è ancora, ma presto potrebbe diventare un libro.
Yovò è il desiderio di raccontare la mia esperienza, affinché altri possano conoscere. Potrebbe venirti voglia di ripercorrere i miei passi, e magari fare più di ciò che io ho fatto.
Yovò, intanto, è questo blog.
Buona lettura!